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Le difficoltà delle selezioni nell’Ho.Re.Ca. durante e dopo la pandemia

Le difficoltà delle selezioni nell’Ho.Re.Ca. durante e dopo la pandemia


Le difficoltà delle selezioni nell’Ho.Re.Ca. durante e dopo la pandemia

Il mondo dell’Ho.Re.Ca., acronimo di Hotellerie, Restaurant & Catering, è per i recruiter uno dei settori professionali più ostici in assoluto.

In particolare, dopo l’inizio della pandemia, le chiusure forzate delle strutture ricettive, l’obbligo di asporto per i ristoranti e gli ammortizzatori sociali hanno ridotto le richieste di personale, e al tempo stesso la percentuale di professionisti alla ricerca di lavoro. 

Senza dubbio costoro hanno dovuto spesso “reinventarsi” per far fronte alla mancanza di occupazione, pertanto, una volta ripartito il turismo in Italia, si è creato un enorme squilibrio nel mercato del lavoro tra domanda e offerta.

Infatti, i recruiter si sono dovuti misurare con difficoltà di carattere puramente numerico, dovendo spesso “adattare” risorse anche senza esperienza; un’altra causa è stata dettata dall’incertezza economica per i professionisti del settore, derivante da contratti senza prospettive concrete.

Ma andiamo per gradi.

L’Italia è una Nazione che basa buona parte della propria economia sul turismo: infatti la pandemia è stata un duro colpo che difficilmente sarà assorbito in tempi brevi. Esso ha avuto come effetti il rilascio forzato di diversi lavoratori del settore e un netto calo di introiti, aprendo una crisi di cui tutt’oggi non se ne vede il tramonto.

Per i recruiter tutto ciò ha rappresentato una serie di criticità: nei primi mesi dopo il primo lockdown le selezioni vivevano di continui alti e bassi, a livello di richieste, di risorse individuate, di hotel che aprivano e chiudevano.

A tutto ciò si è aggiunta la non visibilità della quantità di lavoro, che nel breve periodo rendeva le selezioni decisamente complesse. 

Successivamente la situazione è leggermente migliorata, senza mai tornare quella dei mesi precedenti aprile 2020.

Recentemente il turismo e il settore Ho.Re.Ca. si sono riattivati, dopo aver zoppicato per mesi.  

Nonostante ciò, si è reso sempre più sfidante individuare risorse idonee alle richieste, ovvero figure specializzate da inserire soprattutto nei diversi contesti alberghieri: il trend ha visto molti lavoratori rilasciati durante la pandemia dover ripiegare su alternative pur di garantirsi un’entrata, riducendo notevolmente la disponibilità di profili sul mercato.

In più, pur di coprire la necessità, si è pensato di dare una chance anche a coloro che non avevano mai lavorato in strutture ricettive, in ambienti dove precisione, velocità e professionalità sono indispensabili: purtroppo i risultati si sono rivelati spesso fallimentari, nonostante la disponibilità nel formare e seguire i neo assunti nelle prime fasi post inserimento.

Se ci aggiungiamo anche tutte le incertezze derivanti dalla precarietà dei contratti, sia in termini di durata che di retribuzione e dal non possesso del greenpass, gli ostacoli nella selezione per l’Ho.Re.Ca. crescono esponenzialmente.

Non dobbiamo dimenticare che parte della responsabilità è legata anche alla poca etica professionale dei lavoratori inseriti, che in alcuni casi sottovalutano l’opportunità ricevuta, non rispettando le regole di base e le indicazioni ricevute.

Senza dubbio è necessario fare uno sforzo comune, in modo che certe situazioni vadano scomparendo o migliorando, in modo che uno dei settori cardine del fatturato economico dell’Italia possa ritrovare gli antichi splendori.


Luca Giannuzzi

Jr HR Consultant

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